LE BUONE PRATICHE

La crescente attenzione da parte di moltissimi soggetti, grandi e piccoli, pubblici e privati, alla Montagnaterapia è certamente un valore, ma anche un rischio. Laddove la passione per la montagna non venga coniugata con un rigore professionale e metodologico di alto profilo, si può perdere di vista come la MT sia una attività che mira soprattutto a portare benefici sanitari o educativi alle persone che ne usufruiscono. In un periodo poi in un contesto in cui le risorse sono scarse, e con buona probabilità sempre più lo saranno, un apparire non professionale dei progetti di MT potrebbe creare molte difficoltà alla loro nascita e gestione.

La dimensione sociosanitaria ed educativa deve quindi essere a tutti ben chiara e precisa. Le risorse, per quanto scarse, che vengono investite nei progetti devono essere da tutti intese come un investimento sociosanitario ed educativo a tutti gli effetti. È essenziale quindi definire, attraverso gli strumenti propri di promozione di qualità degli interventi sociosanitari ed educativi, la cornice culturale, scientifica e professionale in cui i progetti possano dispiegare appieno la loro dimensione in modo efficace ed efficiente.

Uno dei possibili percorsi per ottenere questo risultato è definire delle Buone Pratiche (BP). Le BP altro non sono che dei suggerimenti su quali dovrebbero essere dei requisiti che un progetto dovrebbe cercare di rispettare per meglio rispondere alle aspettative di chi, a vario titolo, vi partecipa. Se vogliamo, in nuce, un sistema di accreditamento all’eccellenza.

Attenzione: l’insieme non costituisce e non vuole costituire una fotografia dell’esistente, ma vuole essere una proposta, se vogliamo una sfida, per far crescere la qualificazione degli attori della MT, da perseguire nel tempo con la crescita culturale e professionale di chi li gestisce.

Questo lavoro riprende ed ampia un elaborato prodotto in modo corale da moltissimi soggetti e reperibile su https://scambi.prospettivesocialiesanitarie.it/per-una-definizione-professionale-della-montagnaterapia/.

Le BP qui riportate sono il frutto della discussione di soci e non della SIMonT e sono state formalmente approvate dal CD.

Stella Polare, CSM Trento, Monte Altissi

Stella Polare, CSM Trento

Monte Altissimo, Aprile 2010

 

IL PROGETTO DI MONTAGNATERAPIA

BP1: Il Progetto di Montagnaterapia (PMT) viene descritto in documenti scritti, discussi e condivisi dal Gruppo Professionale (GP) che lo conduce e ne è titolare

Produrre documenti scritti ha due motivazioni: a) stimolare il ragionamento (per scriverlo, il programma, bisogna riflettere, discutere, chiarire, rendere comprensibile quel che si vuole fare); b) permetterne la condivisione in modo chiaro; il PMT è articolato, con paragrafi come: analisi e presupposti, obiettivi, azioni, valutazione, risorse, e possibilmente è corredato da una bibliografia; quando possibile prevede anche finalità di ricerca professionale e scientifica; il GP è formato da una équipe multidisciplinare e multiprofessionale che collabora con i tecnici della montagna, associazioni di volontariato, o altri enti od organizzazioni.

 

BP2: Il PMT viene elaborato coinvolgendo gli stakeholder

Serve a capire meglio i bisogni ed a creare una rete di consensi, partecipazioni e supporto al PMT.

BP3: Viene definita la mission del PMT

La mission descrive i valori cui si ispirano le strategie del GP, ed è frutto di una discussione approfondita del GP e del confronto con gli stakeholder.

BP4: La popolazione target è chiaramente individuata

Le caratteristiche dei soggetti destinatari del PMT devono essere ben definite perché questo permette di calibrare adeguatamente obiettivi e metodologie; opportuno riportare nel PMT la discussione fatta in proposito, nella quale si analizzano le caratteristiche cliniche, di funzionamento e sociali dei soggetti cui il PMT è rivolto.

Gruppo "Sentieri Amici", (ASST Bergamo Est)

Tre Cime di Lavaredo, 2015

BP 5: Vengono definiti gli obiettivi specifici del PMT

Quello che differenzia un PMT da attività ludico/ricreative è avere degli specifici obiettivi terapeutici e/o riabilitativi e/o socio educativi; questi debbono essere chiaramente definiti per poter calibrare le attività e valutare i risultati raggiunti; gli obbiettivi sono congruenti con i progetti terapeutico riabilitativo educativi ella struttura di riferimento e sono elaborati dal GP; gli obiettivi sono scritti e congruenti con la mission.

BP6: Per ogni obiettivo specifico vengono definiti uno o più indicatori

Il GP utilizza strumenti e indicatori per tenere sotto controllo l’andamento del PMT e valutarne gli esiti in termini di salute, benessere e autonomia; gli strumenti e indicatori devono essere puntuali, chiaramente definiti ed essere basati su dati facilmente reperibili, possibilmente su una documentazione clinica adeguatamente gestita

BP7: Il PMT prevede le modalità quali-quantitative della partecipazione dei soggetti

Per esempio, viene quantificato il numero minimo di uscite cui partecipare, in base agli obbiettivi del progetto, o determinati comportamenti/atteggiamenti da tenere o da evitare durante le uscite.

 

BP8: Vengono quantificate le risorse necessarie, sia in termini di personale (ore/operatore e rapporto con i partecipanti) che di altri beni e servizi

La quantificazione e la congruenza delle risorse con gli obiettivi e le azioni del PMT è necessaria per la sua credibilità e costituisce la base per garantire una adeguata continuità; inoltre la quantificazione delle risorse fornisce il denominatore di possibili indicatori di efficienza e di efficacia; opportuno inserire una tabella con una stima delle risorse necessarie distinte per tipologia.

 

BP 9: Al termine del PMT il GP redige una sua valutazione quali-quantitativa

La valutazione tiene conto degli indicatori definiti nel PMT; la valutazione viene poi elaborata in un documento scritto che può essere restituito ai partecipanti e agli stakeholders.

LE ATTIVITA' DEL PROGETTO

DI MONTAGNATERAPIA

BP1: Le attività fanno parte di un progetto strutturato

Il programma di MT dell’organizzazione comprende una serie di progetti strutturati, che prevedono obiettivi, tempi, modalità di attuazione e metodi di verifica.

 

BP2: Le attività sono tutte programmate

Nessuna attività viene decisa in modo estemporaneo (dai, domenica facciamo un’uscita), non potrebbe far parte di un progetto.

 

BP3: Chi partecipa si impegna a essere presente in tutte le attività del progetto

La MT è una attività clinica, psicosociale o educativa; le persone che partecipano (pazienti o altro) devono essere inseriti nel programma per poterlo seguire fino in fondo e averne benefici.

 

BP4: La partecipazione alle attività non è estemp

Non ci sono partecipanti spot (oggi si fa l’arrampicata, chi viene?); alle attività partecipano persone che sono ben individuate, sono state valutate, hanno i loro obiettivi clinici o educativi, le schede/cartelle personali, etc.; partecipazioni saltuarie sono limitate a pazienti che si vuole o si cerca di coinvolgere nel progetto. 

 

BP5: La programmazione delle attività viene discussa con tutte le componenti: colleghi, struttura, famiglie, tecnici, etc.

Questa è forse più una BP del progetto, ma la mettiamo qui intanto per farne buona memoria.

BP6: Le attività vanno scelte in funzione delle caratteristiche dei partecipanti

Anche questa è una BP del progetto.

 

BP7: Le attività vengono accuratamente preparate di volta in volta

Prima dello svolgimento di ogni attività chi ne è responsabile si sobbarca ad una serie di compiti logistici, amministrativi, professionali, tecnici, etc.; di quanto fatto deve rimanere traccia (carta, video, messaggi, messaggini, etc.).

Stella Polare, CSM Trento, Monte Altissimo, Aprile 2010

BP8: La preparazione delle attività viene discussa con tutte le componenti: colleghi, struttura, famiglie, tecnici, etc.

Non tutti debbono ovviamente essere coinvolti ogni volta, ma certamente le fasi preparatorie vanno discusse con chi parteciperà all’attività e con chi ne possa essere interessato indirettamente; per esempio la famiglia di partecipanti minori o con determinati problemi; è molto opportuna una riunione preparatoria con tutti i partecipanti.

 

BP9: La preparazione serve a svolgere attività in sicurezza

Nella preparazione, ogni volta, viene dedicata particolare attenzione alla sicurezza fisica e mentale dei partecipanti; in particolare viene illustrata l’attrezzatura necessaria, per esempio predisponendo una scheda contenente l'indicazione dell'attrezzatura utile che ciascun partecipante dovrebbe avere, e ci si accerta che tutti i partecipanti abbiano la possibilità di dotarsene; inoltre vengono verificate le previsioni meteo e si valuta se siano compatibili con l’attività.

 

BP10: Il numero di operatori/tecnici/volontari/pazienti è adeguato

Il rapporto numerico fra queste figure è oggetto di discussione ed approfondimento e dipende ovviamente dal tipo di attività, da situazioni contingenti e dal tipo di pazienti; si raccomanda di organizzare le attività per piccoli gruppi; se il numero di partecipanti è elevato, andrebbe frazionato in gruppi più piccoli.

 

BP11: Tutti i partecipanti sono coperti da assicurazione che copra quella specifica attività

Attenzione, una assicurazione del progetto potrebbe avere delle esclusioni che riguardano specifiche attività o specifici partecipanti.

 

BP12 L’inizio dell’attività viene fissato con esattezza e viene specificato come i partecipanti si muoveranno

Una particolare attenzione va posta alla puntualità dei partecipanti.

 

BP13: All’inizio dell’attività viene previsto un momento di riflessione e approfondimento sul suo significato

Vanno richiamati i temi discussi nell’eventuale riunione preliminare; viene valutato lo stato d’animo dei partecipanti; si cerca di motivare e coinvolgere ulteriormente i partecipanti; eventualmente vengono fissati un tema tecnico ed un tema clinico/educativo.

 

BP14: Si rispiegano nuovamente modalità, tempi e aspetti particolari dell’attività

Per esempio, se di camminata si tratta, viene illustrato chiaramente il percorso, eventuali bivi, programma delle soste, etc.; se attività in falesia, quali vie, difficoltà, compiti di ognuno, sicurezza, etc.

 

BP15: Si controlla l’adeguatezza dell’attrezzatura di ognuno e si verificano le provviste alimentari e le bevande

BP16: Durante lo svolgimento dell’attività il consumo di sigarette è regolamentato; in nessun modo vengono consumate bevande alcoliche o altre sostanze che possano alterare lo stato di coscienza

 

BP17: Le modalità di conduzione dell’attività favoriscono la comunicazione e la creazione di uno spirito di gruppo

 

BP18: Esistono modalità predefinite per aiutare partecipanti in difficoltà

Le modalità con cui questo possa avvenire dipendono ovviamente dal tipo di attività, dal tipo di difficoltà (fisica, emotiva) da dove ci si trova, dalla logistica, dal numero di operatori/volontari/pazienti, etc; le modalità però andrebbero discusse preventivamente fra gli operatori e se necessaria è disponibile una eventuale attrezzatura specifica; ci si porta un minimo di dotazione di pronto soccorso (disinfettanti, cerotti, etc).

 

BP19: Alla fine dell’attività viene previsto un momento di riflessione collettiva sulle cose accadute

Si cerca di far esprimere tutti i partecipanti; questo momento è essenziale per la valutazione di qualità dell’attività e costituisce inoltre un momento clinico/educativo

 

BP20: Gli operatori redigono un rapporto sull’attività che possa servire anche per analisi statistiche del progetto

Una specie di diario di viaggio; deve riportare ovviamente anche il numero di partecipanti, tempi, costi, etc. Il report è strutturato in modo da facilitare la raccolta dati; ottimale sarebbe fosse una scheda informatizzata.

 

BP21: Gli operatori tengono una riunione di valutazione dell’attività nei giorni immediatamente seguenti

Se fattibile, alla riunione partecipano anche pazienti; viene stilato un report della riunione; le considerazioni che vengono fatte sono utilizzate per eventuali aggiustamenti del progetto e delle attività future; può essere utile utilizzare foto, filmati e altri strumenti audiovisivi, diari personali.

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